ANFORAH 
Rassegna di poesia, pittura,
letteratura e altro 
"L'immagine della poesia è la poesia dell'immagine"
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L'albero della Vita - foto e poesie di Daniela Fogar
Sotto l'Albero
Daniela Fogar
Sotto le foglie e nei sentieri perfetti dell'ombra che incontra i raggi di luce, si compie la vita.
Sotto questo albero e sopra questo cielo avviene l'eterno desiderio grondante di acqua, zuccherina luce, che avvolge la corteccia scalfita dal tempo, il dolore che non ruba ma solo tocca.
Sotto queste vesti e davanti a questi occhi.
Nelle notti che son giorni e nell'alba che inganna sul tempo e la vita.
Nei destini che si compiono e illudono che tutto sia finito.
Nei prati che nascono e muoiono davanti agli occhi.
Nell'amore che sembra un puzzle smembrato che dobbiamo raccogliere e unire con pazienza e coraggio.
Sotto questo albero, una volta di più, tutto si compie.
Parlare alla voce che ascolta piano il lamento di un cuore che chiede solo amore.
Parlare sotto l'albero di te e di me, lasciare la tristezza, dirti ti voglio come il primo giorno, scrivere e sognare ancora insieme, sotto l'albero...
Non ci sono delicati gesti e somme bestemmie, in realtà c'è solo silenzio e immagini a piene mani, c'è una vita che scorre sotto i nostri occhi e ci guida verso l'uscita di scena.
Possiamo stringere se solo vogliamo una mano nella mano.
Cos'è la paura e cos'è la vita?
Un tremendo sogno? Un sussurro gentile d'informazioni?
Quando si compie il sogno, il miracolo si oppone alla ragione che ancora crede di essere importante.
Noi siamo ombre colorate che si muovono, ora spente, ora come arcobaleni.
Siamo spiriti eterni, immortali, la paura è l'agguato fatale del cacciatore, ma noi non saremo prede.
Chiudiamo gli occhi la notte per svegliarci stelle.
Sì, ogni uomo e ogni donna è una stella.
Forse riverberi e riflessi di qualcosa che non vediamo, forse sono raggi obliqui e ingigantiti di una verità che ci scuote e disonora i pochi istanti dei destini che corrono e corrono ancora.

Destini fugaci di gocce di rugiada colte una ad una nella sacca del matto. Dove porteranno queste lacrime di gioia?
Cos'è la vita sotto questo albero pieno di larghe foglie, e questo respiro che sento impercettibile e mi ricorda mia madre ai tempi della nascita.
Com'è fatto questo Dio che vedo cadere dal cielo come una sottile pioggia e raccontarmi di trame e avventure, di paesi e parole da dire, di verità da seminare come una giusta medicina per i cuori e le stanche anime.
Com'è fatta questa Dea che inonda di luce i sorrisi, che toglie il fiato all'innamorato e allo stupore del bimbo.
Sacra medicina per il mio cuore e la mia stanca anima.
Il cielo ruota su se stesso e mostra come tutto nasce e muore, l'istinto della vita e dell'amore.
Noi, voi, occhi negli occhi, sotto l'albero della vita.


Daniela Fogar e Federico Re

La vita nell'albero
Daniela Fogar
L'albero della Vita è il significativo titolo della mostra di immagini fotografiche e poesie di Daniela Fogar. L'albero che si erige, congiungendo terra e cielo, è sinonimo di rettitudine e consapevolezza per l'Umanità.
Negli inni poetici di Daniela è attiva la storia-paradosso della vita che nella sua naturalità scorre, in un continuo fluire delle cose, e si alterna - pur nella sua Unità - in fasi di ombra e luce.
Nelle sue opere (testi e foto) è anche presente il racconto delle difficoltà che non mancano (dice Daniela dell'amore: "... che sembra un puzzle smembrato" che "dobbiamo raccogliere e unire con pazienza e coraggio".) che sembra magicamente risolversi (in coerenza al resto) nella via ardita e salvifica del fatidico "Conosci Te Stesso" socratico ("Cos'è la paura e cos'è la vita?"); come è anche ben evidenziato, nel contesto generale, il ruolo ben preciso e necessario del Dolore. Eppoi non c'è proprio nulla temere, sembra sussurrarci tra le righe la Nostra artista, "Noi siamo ombre colorate che si muovono, ora spente ora come arcobaleni / Siamo spiriti eterni, immortali,..." e "...ogni uomo e ogni donna è una stella." e così avanti, in un delicato teatro-mix di immagini e parole, in cui si ritrovano le più allargate ed incontenibili evocazioni-suggestioni che ci parlano di Natura, Terra, Cielo, Storia, Mito, Spirito, Sophia, Dio... del mondo insomma. Veramente meraviglioso!
Dopo aver letto e guardato tutto con dovuta attenzione l'impressione è quella di aver compreso di più e meglio e... soprattutto, di sentirci riflessi: anche "Noi, voi, occhi negli occhi - sotto l'albero della vita."

Fedele Boffoli

L'albero sacro
Daniela Fogar
L'albero nella tradizione è l'immagine più consona per rappresentare la crescita fisica e interiore, il movimento ascensionale che spinge tutti gli esseri verso il loro punto di arrivo. Anzi, il cammino e la meta sono essi stessi l'albero, con fiori e i frutti da assaggiare, degni della nostra fatica.
Alla metafora non sfugge l'anima sensibile di Daniela Fogar, poeta di fraseggio intenso e pregiato, capace di cogliere in sintesi l'essenziale esperienza di ciascuno: il nostro confrontarci con il dolore. Un verso colpisce e sveglia la coscienza: ...il dolore che non ruba ma solo tocca.
Di fronte a una simile rivelazione, di quelle che solo la vera poesia sa regalare, si rimane attoniti e addolciti, ripagati da mille passate trafitture. E poi si assapora quel desiderio che è zuccherina luce intorno alla corteccia dell'albero, secondo l'immagine proposta dall'artista. La lirica Sotto l'albero è centro portante della silloge L'artiglio della luna (Akkuaria edizioni, 2008), non solo, ma delinea l'intera poetica dell'autrice, la sua ricerca tematica e stilistica. Terra, luna, madre, mare, anima, ricordi, sentire fisico ed extra-fisico, sono tutti aspetti dell'unica grande intuizione: il Divino Femminile, il volto misterico della Dea riflesso nelle innumerevoli creature, la Matrice fattrice di ogni forma esistente. Con dolcezza non sdolcinata, con piglio di amazzone, con un artiglio di paradossale compassione che inchioda a una visione sottratta alla civiltà occidentale per troppo, troppo tempo, Daniela Fogar restituisce al lettore il femminile rimosso e dimenticato, ma riapparso tramite le Muse e quindi Femminile vincente. Esso, ma dovremmo dire Lei, Natura Naturans, (Natura che crea), regina, maga e profetessa, è grande, forte come l'albero della vita, e delicata come un fiore rosa di cactus. I versi lo dicono mescolando abilmente, sapientemente, situazioni del vissuto personale con continui riferimenti mitici e archetipici. Lo dicono le fotografie suggestive che l'artista ha scattato e portato da un luogo carico di energia a lei affine: Avalon, la terra di Morgana e di re Artù. Terra metafora dell'Altro, celata dietro le nebbie, queste arcane coperture di un mondo autentico e imperituro, svelato a chi è pronto. Camminiamo con lei, Fogar sa condurci oltre le nebbie che non è dato vedere a chiunque. Esse sono un dono, a volte spesse come un mare in cui immergersi per uscirne purificati. Nel viaggio, in qualunque viaggio che sia iniziazione, si può piangere, sicuramente si piange (a volte ho pianto), ma si ritorna interi, autentici, rinati. Nel cammino troveremo occhi felici del viaggio, incontreremo donne ricamate dal Sole e scopriremo impensate ali spuntate attraverso l'amore.

Graziella Atzori

Carpe diem
Daniela Fogar
Daniela Fogar è artista a tutto tondo: pittrice, fotografa e poetessa. Cerca l'essenza delle cose esplorando contemporaneamente più sentieri creativi così da poter tessere una fitta ragnatela dove imprigionare sentimenti ed emozioni, pensieri e parole, immagini reali e virtuali.
Daniela scrive per immagini e dipinge con le parole quel suo intimo magico mondo metafisico. Avalon, in qualche modo, ne rappresenta la sintesi poichè prima ancora che geografico è un luogo dell'anima e le sue nebbie sembrano voler celare l'arcano mistero del creato. Le luci che si posano su quella soffice coltre vi si riflettono argentee per rimbalzare poi sulla volta celeste esplodendo in mille tenui sfumature.
Daniela sa cogliere l'attimo fuggente in cui quel lenzuolo ovattato si stende sul paesaggio circostante e premendo l'otturatore ci ricorda la caducità della nostra esistenza e delle cose intorno a noi, che il presente dura un attimo e il futuro è già stato.
Il "carpe diem" della fotografia sta tutto in quel gesto, semplice e preciso: congelare quella metamorfosi nell'istante esatto in cui essa avviene consapevole che un momento dopo non sarà più la stessa. E' questa l'unica possibilità che l'uomo ha di misurarsi con l'eternità. L'artista che è in lei sa che non avrà bisogno della ragione per "sentire". Sarà sufficiente ascoltare la voce del cuore e usare il mezzo fotografico per "disegnare con la luce".
Soltanto la fotografia, diceva il semiologo Roland Barthes nel suo saggio "La camera chiara", può interpretare la morte come atto finale di un ciclo, e la sua successiva rinascita, poichè ferma il ricordo di un momento irripetibile, qualcosa che esiste esclusivamente nell'attimo preciso dello scatto: la vita e al tempo stesso il ricordo di essa.

Alfredo Davoli

Poesie e testi pubblicati sono disponibili nel libro "L'artiglio della Luna" di Daniela Fogar - Edizioni Akkuaria 2008.
Daniela Fogar
Daniela Fogar
Daniela Fogar nasce a Trieste (il 23 febbraio 1961) dove vive e lavora come istruttore educativo.
Ha pubblicato, con le edizioni Akkuaria, le raccolte di poesie: "E...ti darò le ali" (con Federico Re - 2006) e "L'Artiglio della Luna" (2008).
Dipinge e fa fotografie.
E' presente nelle due Antologie del Premio letterario "Nenzi Costanzo" e "I Veli della luna", Ed. Akkuaria.
Ha vinto numerosi premi di poesia tra i quali il premio "Madre Dea".
Da molti anni si dedica alla promozione ed alla rinascita del culto della Grande Madre, intraprendendo e promuovendo iniziative culturali (artistiche e letterarie).
Tiene conferenze e laboratori in Italia sui temi del Femminile e del Sociale.
Si occupa di "Astrologia transgenerazionale".
E' stata Relatrice del Convegno Nazionale di Catania "Il Risveglio delle I-dee. Il femminile dai mille volti e dai mille nomi". Al Convegno ha trattato argomenti riguardanti la "dualità del femminile, precisamente degli archetipi Venere e Luna".
Dal novembre 2008 collabora con la Community Anforah per il recupero del valore dell'Arte e la promozione dei giovani talenti artistici.
Attualmente, con Graziella Atzori, è impegnata alla stesura di un manoscritto sui miti astrologici (con favole, poesie, immagini ed altro ancora).

Fedele Boffoli
Fedele Boffoli
Fedele Boffoli (pittore e poeta), nato a Bari nel 1964, vive a Trieste dal 1985; al suo attivo numerose mostre personali e molteplici pubblicazioni su vari temi. Autore e promotore di manifesti e progetti culturali dirige, attualmente, la webgalleria d'arte e poesia Anforah. Sue raccolte di opere (immagini e testi) sono presenti ai siti:
www.artepensiero.it
Anforah
(Poièsi, Chrònos, Solaris, Il Resto, Meditation, Oasi, Il Resto e la Memoria del Viaggio, Natura e Cultura, Barcolandia, Città d'argilla, Viaggio in Egitto, Maremetamare, Il Tango dell'Onda, La nave Argo: Mito Metafora e Simbolo, La Via..., l'Arte dei Fiori, il Sole della Luna.) E-mail: info@fedeleboffoli.it Via Flavia, 70 - 34 128 Trieste Tel. cel. 338-2246495.
Graziella Atzori
Graziella Atzori
Graziella Atzori è nata in Sardegna; vive - attualmente - a Trieste dove ha conseguito la laurea in filosofia dedicandosi al giornalismo, alla critica (letteraria e d'arte) ed alla scrittura creativa.
Ha lavorato - in passato - presso il quotidiano Il Piccolo e la sede Rai di Trieste.
Ha pubblicato romanzi poesie e fiabe; è presente in varie raccolte di antologie poetiche edite a Trieste, Roma, Toscana ed ha curato alcuni libri di poesia per diversi editori.
Dall'anno 2000 si dedica alle arti visive (pittura, arte digitale, ecc.) partecipando a frequenti mostre in Italia ed all'estero.
Dal 2006 partecipa ai lavori interdisciplinari della webgalleria d'arte e poesia Anforah.

Graziella Atzori
via delle Ginestre, 9
34 135 - Trieste
tel. 040-422000.

gra.atzori@tele2.it

Alfredo Davoli
Alfredo Davoli
Vive e lavora a Trieste.
La sua attività artistica comincia, a 18 anni, nel 1974 quando inizia a dipingere opere ispirate ai suoi maestri preferiti quali De Chirico, Dalì e Magritte.
Dopo qualche tempo abbandona tele e pennelli per dedicarsi alla fotografia, apprendendo le tecniche di sviluppo e stampa in bianco e nero e riscuotendo successi, anche esteri, con oltre 70 premi. Negli anni 1986-87, riveste la carica di delegato provinciale dell'ANAF (Associazione Nazionale Arti Fotografiche); promuove attività artistiche ed espositive partecipando a qualificate Giurie per concorsi regionali e nazionali.
Ultimamente si avvicina al computer elaborando, con potenti software, le sue fotografie d'arte.
Al suo attivo una ventina di mostre personali in molte città italiane e numerose partecipazioni a collettive. Sue opere sono conservate nella fototeca dell'Associazione Culturale Brasile-Italia a Recife (Brasile).
Di recente ha esposto al "Quinto Salone Internazionale dell'Arte digitale" nella città dell'Havana a Cuba. Molte sue immagini sono state pubblicate su riviste specializzate di settore come: Photo Italia, Fotografare, Fotopratica, Reflex, Irisfoto, Fotocomputer e Computer arts. Nel 2005 inizia a collaborare con gli artisti della Community Anforah, per il recupero del significato dell'arte e la promozione dei nuovi talenti artistici.
Sue opere in:
- Anforah - Natura e cultura
- Anforah - Il Resto e La Memoria del Viaggio
- www.magmaonline.it.
E-mail: alfredo.davoli@hotmail.it

Le opere

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Papaveri e sale

Ti darò le ali

Decidere

L'artiglio della luna

Mi specchio e pettino l'acqua

Viaggio

Per Emily

Di bianco vestita

Il fiore rosa di un cactus

Il quinto mondo

Semplicemente vivo

Amicizia

Zingaro del mare

Leggo il cielo

Legno fossile

Albe

Il biancospino di Giuseppe

Un giorno da angelo


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